Italian poem
Rosa appassita
by Ada Negri (1870–1945)
Forse ella ha troppo amato; Ora è stanca e riposa. Forse ha sofferto molto: Sul gambo ripiegato Or china con un tremito La testa dolorosa.
Forse ella soffre ancora: La nausea de la vita, L’ebbrezza de la morte Nell’agonia de l’ora Parlan fra i vizzi petali.... Forse ella fu tradita.
Non so che storia ascosa Mi narri il dì che cade, Il penetrante balsamo De la sfiorita rosa, La stanza solitaria Che la penombra invade.
L’anima d’un ignoto Presso la mia respira: Aleggiare la sento Come un bacio nel vuoto, Mister di luce e d’ombra Che tutta a sè m’attira.
Ed un desìo mi nasce: Essere morsa al cuore, Esser baciata in bocca, Provar gioie ed ambasce, La follìa del trionfo, La follìa del dolore.
Batte un rintocco: — è l’Ave. O triste fior sfogliato Consunto di passione, O fior mite e soave, Senti: non vo’ morire Prima d’avere amato.