Versos Italian Ada Negri Salvete

Italian poem

Salvete

by (1870–1945)

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Penso agli atleti della vanga--ai forti Che disfidando urlanti nembi e soli, Strappano a l'arsa tormentata gleba Misero un pane.

Penso agli atleti del piccone--ai macri De la miniera poderosi atleti, Ne l'ombra nera ed imprecata ansanti Senza riposo.

.... Un sordo rombo ecco serpeggia--e crolla Precipitando con fragor la vôlta, E tutto è polve e cieco abisso e lunghi Gemiti e morte....

Ma il sen squarciato del pietroso monte Fende il vapor vittorioso, e passa; E lo saluta al trionfato varco Fulgido il sole.--

.... Penso agli atleti dell'idea, che, accesi D'ansia febbril la generosa mente, Martiri e duci, fra le turbe ignare Tuonano a pugna:

Penso a chi veglia, s'affatica e muore Disconosciuto.... e dal mio seno irrompe Alto echeggiando su la terra un grido: Forti, salvete!--

*

Salvete, o petti scamiciati e ferrei, Ruvidi corpi e muscolose braccia Infaticate nel clamor ruggente De l'officine:

Salvete, o voi, cui del lavoro infiamma Il santo orgoglio, e nel lavor morrete, Voi, del pensier, del maglio e della scure Strenui campioni.

A me dinanzi in visïon severa Passan profili d'operaie smorte, Passan le navi ruinanti a l'urto De la procella;

E bimbi stanchi e incanutite fronti, E mozzi corpi e sfigurati volti, E tutta, tutta un'infinita, affranta, Lurida plebe.

Sento da lungi un romorìo di voci. Colpi di zappe, di martelli e d'aste: Io, fra il tumulto che la terra avviva, Libera canto;

Te canto, o sparsa, o dolorosa, o grande Famiglia umana!... Va, combatti e spera, Tenta, t'adopra e non posar giammai; Breve è la vita.

Su le tenzoni del lavor; sul capo Dei vincitori e l'agonie dei vinti, Sguardo sereno ed immortal di Dio, Sfolgora il Sole.

PIETÀ!...

Io t'invoco, o Signore, Che nel buio mi guardi. Batte da lungi l'ore La bronzea squilla. È tardi. Spiega la notte l'ale.... Io prego, inginocchiata, Convulsa, al capezzale Di mia madre malata.

Pietà!...

Sul terreo viso immoto Cala come un sudario. Dio dell'ombra e del vuoto, Che salisti il Calvario, Che portasti la croce, Che cingesti le spine, Ascolta la mia voce, Allontana la fine,

Pietà!

Pietà di lei che soffre, Pietà di lei che muore. Che vuoi da me?... M'avvinghia, O implacabil Dolore; Copri di strazi e d'onte I miei tristi vent'anni, Scavami sulla fronte Le rughe degli affanni,

Fa che d'amor, di gioie, Fa che di tutto priva Io sia, tranne di lagrime.... Ma che mia madre viva.

Pietà!...