Versos Italian Ada Negri Sciopero

Italian poem

Sciopero

by (1870–1945)

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Non più, sotto il gran Sol che scalda e alluma Le sue grigiastre forme L'opificio respira e romba e fuma. Alto è il meriggio, e l'opificio dorme.

Stagna dovunque la tristezza morta Del lavoro spezzato. Non voci, non tumulti il giorno porta: V'è un silenzio sinistro e disperato.

Qual mai, qual mai fatidica bandiera Sventola al Sol?...--Cencioso Sciopero, benvenuto.--Osa!...--La nera Fabbrica, nel terribile riposo

Ruina pare; e un vel di polve giace Sovra i telai deserti; E s'abbarbica ai muri un motto audace: --O più giusto compenso, o braccia inerti.--

Osa e spera!...--Ogni macchina è sopita; Ma i ben limati denti Che forse stritolâr più d'una vita, Digrignan gl'ingranaggi rilucenti.

Immobili le cinghie, un giorno sciolte Ad incessante giro, Cupamente ristanno, al par di scòlte In vedetta, così, senza respiro.

Tutto è spento: cilindri e morse e spole: Non fuoco a la fucina. Non acqua a le caldaie.--E splende il Sole Con baleno irrisor, su l'officina;

Ma per gli androni bui, sotto le vôlte Striscian fantasmi oscuri. Strisciano larve di minaccia avvolte Lungo il viscido e freddo orror de' muri:

E s'anima ad un tratto, ecco, ogni cosa, E umana forma prende, E sobbalza, gigante e maestosa: Viva una fiamma qua e là s'accende:

Ogni macchina assume il divo aspetto Di vindice profeta: Rugge de la motrice il vasto petto, Ogni sbarra si fa gladio d'atleta:

E tutto grida: O luminosa aurora, Non sei, non sei lontana. Per te chi or sotto sferza empia lavora Potenza avrà di creatura umana:

Per te giustizia, non pietà, nel mondo; Tutti per te gli sguardi Volti a un novo ideal santo e giocondo: Per te gioie sui bimbi e sui vegliardi!...

O fiumana d'amor, scendi, schiumante! E un popol di risorti Ne la tua benedetta onda scrosciante Le labbra dolorose, arse, conforti!...

Già splende a l'orïente il sogno d'oro De l'avvenire: il maggio Dei redenti e del libero lavoro, Lembo di cielo, sfavillio di raggio:

Maggio d'ali e di sol, maggio di fiori, Di baci, di canzoni: Che vinti non avrà nè vincitori, Che non avrà nè servi nè padroni.