Italian poem
Ritorno A Motta Visconti
by Ada Negri (1870–1945)
Ella dintorno si guardò, tremando, e riconobbe la selvaggia e strana terra che a fiume si dirompe e frana entro l'acque, che fuggon mormorando. Il guado antico riconobbe e il prato e le foreste, azzurre in lontananza sotto il pallor de i cieli: e il passato di lotta e di speranza, il suo ribelle e splendido passato ricomparve, senz'ombra e senza veli. Piegavano gli steli in torno, ed ella respirava il vento: vento di libertà, di giovinezza, soffio di primavere sepolte, belle come messaggere di gloria, piene d'ali e di bufere vïolente e d'immemore dolcezza!...
Ora, silenzio.--Un battere di remi, solitario, nel fiume: un lontanare di cantilene lungo l'acque chiare, e nel suo petto il cozzo de' supremi rimpianti.--Oh, prega, anima che t'infrangi a l'onda de i ricordi, travolgente come tempesta a notte: anima stanca in vene quasi spente, così giovane ancora, oh, piangi, piangi con tutte le tue lacrime dirotte qui dove i sogni a frotte ti sorrisero un giorno!... Ora è finita.-- .... E strinse fra le mani il capo bruno: a lei da la profonda coscïenza, com'onda chiama l'onda nel plenilunio a fior de l'alta sponda, salivano i ricordi ad uno ad uno.
E rivide la vergine ventenne con la fronte segnata dal destino sfiorar diritta il ripido cammino, baldo aquilotto da le ferme penne. La nuda stanza fulgida di larve rivide, e il letto da le insonnie piene di cantici irrompenti; ed il sangue gittato da le vene robuste, il sangue di veder le parve, ne la febbre de l'arte su gli ardenti ritmi a fiotti, a torrenti gittato--E i versi andarono pel mondo, da la potenza del dolor sospinti; e parvero campane a martello; e le case senza pane e senza fuoco e la miseria inane dissero, e l'agonie torve de i vinti.
Ma la vinta or sei tu, che de la morte senti, a trent'anni, il brivido ne l'ossa, e ben altro aspettavi da la rossa tua giovinezza così salda e forte!... Tutto dunque fu vano?... e così fugge oscuramente dal tuo cor la vita, dal cerebro il fervore de i ritmi, come sabbia fra le dita?... Ah, niun guarisce il mal che ti distrugge!... .... Pur de le sacre tue viscere il fiore, la bimba del tuo amore torna da i boschi, carica di rose. Essa che porta la divina fiamma del sogno tuo ne gli occhi, lascia cader le rose a' tuoi ginocchi, e dice, e par che l'anima trabocchi ne la sua voce: Perchè piangi, mamma?...--