Italian poem
Adelchi
E amico Il mio parlar sarà, supplice, e schivo D’ogni ricordo ad ambo amaro, e a questo Per cui ti prego, e la morente mano Ripongo nella tua. Che tanta preda Tu lasci in libertà.... questo io non chiedo.... Chè vano, il veggo, il mio pregar saria, Vano il pregar d’ogni mortale. Immoto È il senno tuo; nè a questo segno arriva Il tuo perdon. Quel che negar non puoi Senza esser crudo, io ti domando. Mite, Quant’esser può, scevra d’insulto sia La prigionia di questo antico, e quale La imploreresti al padre tuo, se il cielo Al dolor di lasciarlo in forza altrui Ti destinava. Il venerabil capo D’ogni oltraggio difendi: i forti contro I caduti, son molti; e la crudele Vista ei non deve sopportar d’alcuno Che vassallo il tradì.