Italian poem
A Giulio, lodatore di "pazzi sonettanti", o classicisti
Dunque il tuo Lesbio per l'estinta Nice Va su' tumuli erbosi a sparger pianti Veracemente come in versi il dice?
Oh, che mi narri di siffatti vanti Sentimentali che a bandir lor nome Spandon cotesti pazzi sonettanti?
Poi gridan che ahi! gli è indarno offrir le chiome Alla Tartarea Giuno, e abbracciar l'are Dell'Eumenidi pie per vincer, come
Pur non fu dato al Tracio Orfeo, le avare Fauci dell'atra Dite, e all'aureo sole Ricondur le rapite anime care.
E sentono costoro? e in lor parole Dolor tu forse, o amor, od altro senti In mezzo al ghiaccio di cotante fole?
Male il Poeta ti pingesti in mente, Diletto Giulio, e il tuo veder fallace S'accusa in tal subbietto anco ebbramente.
Come i versi lodar puoi del dicace Spensierato Berillo, ond'è schernita Del buon Pacomio la vista verace
Perché incerto è nell'opre, ed ogni ardita Sentenza il punge, e fugge i crocchi, e gode Trar taciturna e solitaria vita?
Poi veggo il duolo che ti cruccia e rode Se la scola t'ingiunge altra lettura Che poemetti, canzoncine ed ode. ...