Italian poem
A Carlo Porta
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Lingua mendace che invoca gli Dei essendo in suo cuore ateo mitologico, tu credesti ingannare i sensi miei con stile affettatamente pedagogico.
Del qual giammai creduto io non avrei che mi stimassi tanto cacologico da non discerner sensi buoni e rei sotto il velame del linguaggio anfibologico.
Falso avvocato ne fingesti difensore per tirare in rovina il tuo cliente. O stelle! o numi! chi vide un tale orrore?.
E per tradire ancor più impunemente pigliare un nome caro all'alme Suore come la tua inizial spergiura e mente!
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