Versos Italian Amalia Guglielminetti L'Invito

Italian poem

L'Invito

by (1881–1941)

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l'attesa

T'aspetto qui. La casa è ancora quella della mia infanzia, quella che mi vide occhi innocenti sotto bionde anella.

La casa sa che tu verrai. Non ride non palpita e non trema essa. Mi pare di sentirtela ostile, aspra di sfide.

Non te che corri con le labbra amare di sete a ricercar le mie, furtivo ladro d'amore, ella sperò ospitare.

Troppo ella ha atteso, ritta sul suo clivo, il dolce sposo che, per chiara via giungendo, le annunciasse alto il suo arrivo

e sul suo cuore mi portasse via.

l'accoglienza

T'odia per questa la mia casa antica. Da te delusa sotto il vecchio tetto t'accoglierà con fronte di nemica.

Dirà: — Sviasti dal cammin più retto colei ch'io prediligo e mal risponde l'anima ingrata al mio vigile affetto!

Ridimi, o amor, le tue risa gioconde perch'io non oda il lagno dell'offesa garrir fra uno svettare ampio di fronde.

Vieni! Quel suo rimproverar mi pesa. Forse ormai vivo del mio stesso errore. Pure, io sento con lei che questa attesa

tradisce un suo e un mio gentile amore.

il saluto

Tu verrai una notte alta, di luna, e prima di varcar le mute soglie bacerai le mie dita ad una ad una.

Ti celerà la gran pianta che accoglie l'ombra sopra la porta e la rabesca con profili di rami erti e di foglie.

Nell'aria ondeggerà l'essenza fresca de' fieni e odoreranno le mie chiome di quell'acre profumo che t'adesca.

Tu giungerai a notte fatta, come un predatore bene esperto, ed io gemendo su la tua spalla il tuo nome

ti dirò forse: — Ed or ritorna. Addio!