Italian poem
Indugi
by Amalia Guglielminetti (1881–1941)
fascini
Colei che a un riso di seduzïoni tutta sola sen va, volgesi e gode or dei fascini belli ed or dei buoni.
Talora si sofferma e una sua lode sorridendo susurra, ma sì piano, che niuno fuor del suo silenzio l'ode.
Ascolta il mare urlar tragico un vano suo amore, oppur gioisce in numerare gl'intrichi delle vene in una mano.
Sosta in ansia d'attesa al limitare d'un vecchio parco, oppur s'abbaglia al gioco d'arcobaleno delle gemme rare
sotto rovesci calici di fuoco.
al mare
Al mare getta un dì sogni ed amori come l'altra sua amante solitaria gli getta fra due nubi fiori ed ori.
E ride con la sua anima varia, mentre le spume in favolosi aprili fioriscon gigli fatti d'acqua e d'aria.
Ella getta nel mar tutti i monili dei quali, per piacere a sè, si para la stoltezza dei cuori giovanili.
E ride ancora, ma con bocca amara. Sul bene ch'ella non possiede più sembran le spume i fiori d'una bara
e un poco di sè stessa è ormai laggiù.
una mano
Fu caro, un giorno, a quella che va sola sentirsi preso da una mano il cuore e averne un riso in bocca e un pianto in gola.
Era una mano ambigua, di pallore femineo, di linea virile: mano bella di dolce ingannatore.
Lenta in ogni suo gesto, ma febbrile nella carezza, quasi da far male, forte alla stretta da parere ostile.
Forse in sue vene un fluido mortale fluiva ed ella con labbra voraci lo suggeva, e un sapor torbido, eguale
a un acror di veleno era nei baci.
vecchio parco
Quasi in ansia d'attesa ora io m'attardo presso il cancello d'un antico parco, fra sbarra e sbarra acumino lo sguardo.
Certo, qualcuno apparirà nell'arco verde-cupo che intrecciano le piante laggiù, ove s'apre nell'azzurro un varco.
Una piccola dama in guardinfante del minuetto striscerà l'inchino ridendo a qualche incipriato amante?
Seduzïone muta d'un giardino chiuso su l'ombra morta delle cose pel cui ritorno non v'ha più cammino,
pel cui sogno non nascono più rose!
perplessità
Ieri io indugiai su quel punto che sta fra la saggezza e la follia, sospesa fra l'una e l'altra in gran perplessità.
Amor sollecitava, aspro d'attesa, esauste tutte le sottili frodi, le insidie che trascinano alla resa.
Ma, su l'incerto limite, i custodi spiriti della giovinezza chiara mi trattenevan con più onesti modi.
Curiosità mi rise avida: — Impara! il Desiderio: — Tenta! — m'incitò. E all'una e all'altro la superbia amara
di quella che va sola disse: — No.