Italian poem
Se amate, almo mio Sol, ch'io canti, o scriva
by Angelo Di Costanzo (1507–1591)
Se amate, almo mio Sol, ch’io canti, o scriva L’alte bellezze, onde il Ciel volle ornarvi, Oprate sì, ch’io possa almen mirarvi, Per potervi ritrar poi vera e viva. La vostra luce inaccessibil viva Nel troppo lume suo viene a celarvi: Sì che, s’io tento gli occhi al volto alzarvi, Sento offuscar la mia virtù visiva. Fate qual fece il Portator del giorno, Che per lasciar il suo figlio appressarsi, Depose i raggi di che ha il capo adorno. Ch’altro così per me non può narrarsi, Se non ch’io vidi ad un bel viso intorno Lampi onde restai cieco, e foco onde arsi.