Versos Italian Angelo Di Costanzo Tante bellezze il Cielo ha in te cosparte

Italian poem

Tante bellezze il Cielo ha in te cosparte

by (1507–1591)

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TAnte bellezze il Cielo ha in te cosparte, Che non è al Mondo mente sì maligna, Che non conosca, che ta dei chiamarte Nova Ciprigna,· Tal è l’ingegno il tuo valore e il senno, Ch’alma non v’è tanto invida e proterva, Che non consenta, che chiamar ti denno Nova Minerva. La maestà del tuo bel corpo avanza Ogn’altra al mondo, e par che l’incorone Di gloria tal, che sei nella sembianza Nova Giunone. E di cor sei sì casta e sì pudica, Oltre la fral, condizione umana, Che par ch’errar non possa un che ti dica Nova Diana. Per questo dunque, o mio Nume beato I chiari spirti veggo in dubbio starsi, Come il bel Tempio al nome tuo sacrato Debba chiamarsi. Squarciate il velo, o nobil Compagnia D’animi eletti, che il veder v’appanna, E di tal Tempio il vero nome sia La gran Giovanna. Tanto maggior di quelle Dive, quanto Di gran valor in questa oggi si vede, E di color non senza dubbio alquanto Si legge e crede. Quì non s’avrà da pianger per le mura Il vano amor d’Adone e Citerea, Nè come a Aracne fè mutar figura L’irata Dea. Nè quel, che fece di Callisto e d’Io Giunon gelosa, e che Atteon protervo, Che la Dea nuda vista in mezzo il rio, Divenne cervo: Ma come questa quì dal Ciel discese, E nascer volle per ornar la Terra Del sangue illustre di quel gran Marchese Folgor di guerra; E come poi negli anni puerili Con sommo studio fu sempre nudrita. Di bei costumi, e d’arti alte e gentili In real vita; E che all’entrar della seconda etate Cominciaro a spirar divini odori Di quella rara angelica beltate I primi fiori; Poi nella terza, quando il Mondo ardea De’ suoi begli occhi al gran lume fulgente, Come in tal gloria se stessa vincea, Casta e prudente; come incontro a Amor, ch’ai più begli anni Guerra suol far sì forte e perigliosa, Sempre restò de’ suoi fallaci inganni Vittoriosa E come giunta a questa età perfetta, Ove còn chiara fama oggi risplende, E ’l Mondo vede, e di vedere aspetta Cose stupende. Questo or si pinga, e quel che d’anno in anno Farà di più: ben sono al secol nostro Pittori illustri, che il dipingeranno Nel sacro chiostro.