Versos Italian Annie Vivanti Poveri Morti!

Italian poem

Poveri Morti!

by (1866–1942)

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2 novembre

In lugubre cadenza le campane Vogliono ricordarci i nostri morti; E noi, che pure vi crediam risorti, In vesti nere andiamo al Camposanto, A rammentarvi che v'amammo tanto, Poveri morti!

Vedeste quanti fiori vi rechiamo! D'ogni foggia e color, croci e corone! De' fiori freschi non è la stagione (Che vivon tutt'al più una settimana), Ma quelle di perline o porcellana Son di durata!

Se gli occhi aveste ancor, poveri morti, Sui vostri marmi leggereste tutto L'amor che vi portammo e il nostro lutto. Ed anche un grande elenco di virtù Che forse voi non ricordate più D'aver avute.

Ma si fa tardi. Al caso un altro Requiem In carrozza al ritorno è presto detto, O guai! con questo freddo maledetto Si corre il rischio di pigliar malanno. Che autunno indiavolato abbiam quest'anno! — Cocchiere, a casa. —

ERA D'APRILE.

Era d'Aprile e si faceva sera, Ma il del portava ancor la chiara veste Di vivo arancio e pallido celeste, Su cui passava rapida una schiera Di brune rondinelle.

Chiamandosi tra loro mestamente Le tortorelle si facean sentire; La glicine che stava per fiorire L'olezzo univa al balsamo languente Di narcisi e vïole.

L'un presso all'altro correvamo in traccia D'anemoni e di rose pallidette. Ci tenevam le mani strette strette, Non osavamo più guardarci in faccia, Non osavam parlare.

D'un tratto egli s'arresta, al cor mi serra Col viso smorto e le pupille accese.... Non saprei dire i baci che mi prese! Ma tutti i fiori son caduti in terra, Nè li abbiamo raccolti.

TRA POCO.

Tra poco, quando cesserò d'amarti, Ritroverò il mio riso impertinente, Ritroverò le mie perfidie e l'arti Di torturare e innamorar la gente.

Tra poco, quando cesserò d'amarti, Serena, smemorata e senza addio, Contenta di fuggire e di scordarti Riprenderò il vagabondaggio mio.

Tra poco, quando cesserò d'amarti, Scontrandoti per via smorto e severo, Passerò accanto senza salutarti Cogli occhi rilucenti e il cor leggero.

Amar stasera ed obliar domani, Ecco il mio fato. Oh, tu cogli in quest'ora Il fior de' baci miei, gl'incanti strani Della mia fantasia che t'innamora.

No, non impallidir! baciami ancora.