Italian poem
Ah! crudele Fanciul, che allegro in vista
by Anton Maria Salvini (1653–1729)
Ah! crudele Fanciul, che allegro in vista, Placido, e mansueto ti dipigni, E con dolci allettando atti benigni Celi sotto un bel volto anima trista; Se acerba doglia è al tuo diletto mista Se ridi all’altrui pianto ovver t’insegni, Se son gl’inganni tuoi famosi e insigni, Perchè il tuo nome tanta fede acquista, Che qual Nume t’adora almo e presente, E a te ricorre, e a te concara i cuori, E te fa suo Signor la vana gente? Chi Amor ti disse era del senno fuori; Dovea dirti anzi error di nostra mente, E’l più fiero di tutti altri furori.