Italian poem
Di fresca gioventù luce vermiglia
by Anton Maria Salvini (1653–1729)
Di fresca gioventù luce vermiglia, La vaga aria del volto, e l’alma e lieta Leggiadrìa maestosa, e la segreta, Forza delle stellanti altere ciglia. Così al tenero mio petto s’appiglia, Che l’alma altrove in nulla parte ho queta: Ma quì, Donna gentil, non è la meta Dell’amor mio, e della maraviglia. Veloce il mio pensier trapassa al cuore, E nell’anima tua vola, e s’interna, E vi ravvisa una beltà maggiore. Specchio è il corpo dell’alma, onde si scerna Quanto la bella ha sopra lui, d’onore; Poichè quello è caduco, e questa eterna.