Italian poem
Deh, fammi una canzon, fammi un sonetto
by Antonio Pucci (1310–1388)
— Deh, fammi una canzon, fammi un sonetto — Mi dice alcun c’ha la memoria scema; E pargli pur che datami la tema Io ne debba cavare un gran diletto. Ma e’ non sa ben bene il mio difetto Nè quanto il mio dormir per lui si scema: Chè prima che le rime del cor prema Do cento e cento volte per lo letto; Poi lo scrivo tre volte alle mie spese, Però che prima corregger lo voglio Che ’l mandi fuora tra gente palese. Ma d’una cosa tra l’altre mi doglio, Ch’io non trovai ancora un sì cortese Che mi dicesse — Tie’ il denar del foglio. — Alcuna volta soglio Essere a bere un quartuccio menato, E pare ancora a lor soprappagato.