Italian poem
Questo, Giacopo mio, sconcio funesto
by Bartolomeo Dotti (1651–1713)
Questo, Giacopo mio, sconcio funesto cui diè morto natale il sen materno, se maturo nascea, moria ben presto, e voi d’intempestivo il fèste eterno. Non so se dolce latte o pianto mesto gli sia di quel cristal l’umore interno; so ben che l’alvo suo fu come questo, poi ch’utero da vetro io non discerno. Vive quasi per voi chi per sé langue; embrïone morì, scheletro nacque, fatto parto immortal d’aborto essangue. Uomo, impara! Insegnarti al Grandi piacque che sia ventre di donna e maschio sangue piú fral del vetro e men vital de l’acque.