Italian poem
O caro indico germe, oh quai diporti
by Bartolomeo Dotti (1651–1713)
O caro indico germe, oh quai diporti trovo ne le tue foglie al mio dolore! Ardi, e de l’alma mia tempri l’ardore; fumi, e col fumo i miei sospir ten porti. Or chi dirá che l’erba non apporti medicina salubre al mal d’amore, se da te solo i lenitivi ha il core, e da’ tuoi suffumigi ho i miei conforti? Sventura è ben ch’a la mia piaga acerba fumo che spiro e foglia che consumo lieve e caduco il refrigerio serba. Cosí, misero, quando aver presumo del mio ristoro la speranza in erba, con l’erba va la mia speranza in fumo.