Italian poem
Dai tenebrosi orrori
by Bernardo Morando (1589–1656)
Facella Dai tenebrosi orrori del mondo rio fallace spingiti, o saggia, fuori; ecco del ciel la face, che con interna luce da l’abisso de l’ombre al ciel t’adduce. Giglio Ne’ giardini del cielo dal sommo Sol nodrito su non caduco stelo un giglio, ecco, t’addito, onde al candor de’ gigli con virgineo candor ti rassomigli. Palma Pugna con core invitto, amazone di Dio; per te cada sconfitto nemico il senso rio; vinci; sembianza è questa de la palma ch’in cielo il ciel t’appresta. Corona di spine Di momentanee rose altra il crin faccia adorno; tu di spine dogliose cingi le tempie intorno, ché vedrai da le spine rose di gloria germogliarti al crine. Croce Ecco il tronco fiorito, ove il fior nazareno, dai rai d’amor ferito, aprí languido il seno; vieni, ed il tronco e il fiore ti spunti al seno e ti s’alligni al core.
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