Italian poem
Tu, che fra le caligini profonde
by Biagio Cusano (?–1683)
Tu, che fra le caligini profonde spiri armonia, de la tranquilla notte le dolci pose dolcemente rotte che del fiume leteo stillano l’onde, ben sembri chi di Lete in su le sponde fra l’ombre giá de le tartaree grotte, per trarne le bellezze ivi condotte, sciolse dal mesto cor note gioconde. Quindi ben io l’orride pene intanto di questo scorgo invisitato inferno a sí placido suon temprarsi alquanto. Ecco, arresta la luna il moto eterno; stupisce forse, poich’un simil canto fra gli orrori ascoltò del nero Averno.