Italian poem
L'Angel, che veglia de' tuoi dì custode
by Carlo Emanuele Muzzarelli (1797–1856)
L’Angel, che veglia de’ tuoi dì custode, Cui nullo affetto è de gli umani ignoto, Portò nel Regno de l’eterna lode, Vergine saggia, i tuoi desiri e il voto.
Gli accolse il Nume: e d’immortal melode Suonò repente de le sfere il vuoto, Mentre il basso Livore, e l’empia Frode Tenevano su te lo sguardo immoto.
L’Angelo intanto raccogliendo i vanni, Come strale da l’arco, il vol spingea Novellamente a questo basso esiglio.
E la Virtù di propria man cingea A te le chiome di quel puro giglio, Che in beltà cresce col rotar de gli anni.