Versos Italian Carlo Emanuele Muzzarelli Italo Vate, cui l'ascrea corona

Italian poem

Italo Vate, cui l'ascrea corona

by (1797–1856)

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Italo Vate, cui l’ascrea corona Orna la fronte, cui versatil’Estro L’anima scuote, e leva di Elicona Al giogo alpestro.

Se del gran Flacco l’armonia divina Talor traspare ne’ miei carmi, e un seggio Ho fra la dotta Schiera Tiberina, Tutto a Te deggio.

Tu mi formasti giovinetto il core, Tu mi eri guida per la via del retto, E per Te il sacro della patria amore Mi ardeva il petto.

Or tu non sdegna per mia man che un serto Novo ti adorni, fra lo stuol Latino, Grandeggia, e pieno di verace merto Sfida il destino.

Tempra la cetra: su la cetra estolli Maria, che sciolta dal corporeo frale, Pura Colomba, ver gli eterei colli Spiegate ha l’ale.

Dì qual di gloria la cingesse il lume Allor che il crine di mille astri ornato Prima si assise per voler del Nume Al figlio a lato.

Narra la festa de’ mortali, il pianto Narra di Averno; per le vie del Polo, Della Vittoria, della gioja il canto Ergasi a volo.

E quel pareggi che Mosè sciogliea, Quando per opra del divin consiglio, Spento il Re crudo, fu la gente Ebrea Fuor di periglio.