Italian poem
E Tu pure se' spento, e invan risuona
by Carlo Emanuele Muzzarelli (1797–1856)
I E Tu pure se’ spento, e invan risuona Di lai la tomba, che il tuo fral rinchiude! Ma Tu in parte se’ gito, ove ha virtude Vita più bella, e un immortal corona:
Te la Terra natal chiama, ed intuona L’inno de’ forti su le spoglie ignude, E a suoi figli ti addita, e lor dischiude La via del saggio, e a belle opre li sprona.
All’entrar delle soglie, ù regna Iddio, Ed Ercole e Fabrizio, anime altere, All’amico fedel si fero innante.
E quì, dicean, fra le beate schiere Abbiti pace, e nel Divin Sembiante Fissa i tuoi sguardi, e fa pieno il desìo. II Ma qual fu la tua gioja, e quale il riso Allorchè la grande anima di Pio Una dei cori che dan laude a Dio Ti venne incontro, e ti baciò nel viso!
Poi favelló: Finor da Te diviso Affrettai co’ miei voti, e col desio Perchè fossi Tu pure, o figlio mio, Assunto Cittadin del Paradiso.
Che fan que’ molti che io dell’ostro ornai, Onde regger così meglio la nave Che in preda è ai venti, e non affonda mai?
E da un tuo sguardo assecurato intanto, Come Colui, che altro a bramar non ave, Tornò più lieto de’ Celesti al canto.