Italian poem
Degna del genio, e dell'ardir vetusto
by Carlo Emanuele Muzzarelli (1797–1856)
Degna del genio, e dell’ardir vetusto L’Ostïense quì surse altera mole, Di che più grande al secolo d’Augusto Forse non vide in sua carriera il Sole.
Lo Scita algente, e il Mauritano adusto L’opre mirando de le ausonie scuole Un omaggio le offrian dovuto e giusto Di stupor, di rispetto, e di parole.
E non al tempo il gran delubro ahi cesse! Ma in preda al fuoco, le colonne, e gli archi, Il tetto in fiamme rovinando oppresse.
E dove più la maestà Latina Nell’ardir superbìa de’ suoi Monarchi Or regnano silenzio, orror, ruina!