Italian poem
Io veggio ben la mia desavventura
by Cecco Nuccoli (?–1400)
Io veggio ben la mia desavventura, ché per temenza perdo el mio desire; e veggio ben che uom, ch’è senz’ardire, suo pregio non acquista per paura. Uom, c’ha coraggio, puote aver ventura; e bene è matto chi perde per dire, come ch’él crede di poter fornire umiliando sempre la natura. La gran temenza mi toglie ardimento de dire a voi quello, ch’io porto in core, tal ho paura di far fallimento. Ch’io non vi dico s’io vi porto amore: ch’io sono in fuoco ed in grande tormento, e son giá quase morto del dolore.