Versos Italian da Todi Jacopone Xcv

Italian poem

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ALTRO CANTICO NEL QUALE PUR SE PARLA DE ANICHILAZIONE E TRASFORMAZIONE, COME NELLA XCII LAUDA DE SOPRA POSTA. ED IN DUE STANZIE DE QUESTA APPARE DEFETTO.

Que farai, morte mia,--che perderai la vita? Guerra infinita--sirá tuo cuor demorare.

Or que farai, morte mia,--che perderai la vita? Se io t'aggio nutrita--io me ne pento; e poi la morte non tornai a vita,--guerra infinita sí t'arepresento;--però taccio ed assento, quel che voglio non faccio--e quel che voglio desfaccio; la lengua ne taccio--co omo obstinato.

Non enante la morte--se trova la vita; oimè! te vita--porríate trovare; ma po' la morte--se truova la vita, ma perde la vita--cotal demorare; elato me pare--cotal exercire, non può pervenire--a lo infinito stato.

Oimè!--ed io per te vo te fugendo, parlando tazo,--lassando allazo, dentro a la pelle--sta lo encreato.

Oimè! la tua pelle--è tanto rotta, che dentro non può stare;--or facciamo che sia morta, la vita sua fori a lo scorticare--per fede te convien passare, e desperanza trovare--del bene e del male esser scortecato.

Dentro a lo scortecato s'è remesso--colui che vo cercanno, or faciam che sia quesso--voler morir per non vivere entanno; par molto cosa dura--la morte e la vita far una, mozzare onne figura--e non posseder nullo aspetto.

Mozzata onne figura--de lo suo iudicato, cacciato onne sospetto--de lo suo principato, negato el suo volere--como non fusse nato, omo anichilato--vive nel suo avetare.

El mio avetare è quesso--de sotto a onnecovelle e so en tal luoco messo--ben ne dirò le novelle, non sa fin ca ne stende,--agiogne en onne luoco, e questo molto par poco--a chi non l'ha comparato.

Dentro a lo comparato s'è remesso--colui che s'è venduto, or facciam che sia quesso--voler morir per render lo tributo; e questa è la cagione,--per retribuzione a terzo dine serai resuscitato.

Resuscitato, pareme morire,--en mente e 'n atto vergogna non fugire,--ed ad onore non so tratto, piacere e despiacere,--non far con nullo patto, desperato tragiatto--al viso ioco ha passato.

Passa fede e speranza--la credenza del certo, la caritate unisce,--spogliase ne l'affetto, cacciato onne volere,--mozzato onne sospetto, non ci ha trovato aspetto--el vero trasformato.

Trasformato la imagine--de Dio la simiglianza, ha pensato e postose--de non far mai piú fallanza, li angeli de cielo sguardano--en questa simiglianza, presi da l'abundanza--de l'omo ch'è reformato.

Reformato nell'essere--de la virtú creata, trasformata ne l'essere--envisibile encreata, visibile invisibile--non nobile avilare, el suo vilare--per nobile avilato.

Quello che è non se può dire,--puòse dire quel che non è; lo dir vero si è mentire,--lo mentire è quello che è; ed è tanto alto quello che è,--non ha forma né mesura; e fuor de la imaginatura,--ché non me ci ho trovato.

NOTE:

Una lacuna nel testo [Ed.].