Versos Italian da Todi Jacopone Xl

Italian poem

Xl

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COMO LI ANGELI DOMANDANO A CRISTO LA CAGIONE DE LA SUA PEREGRINAZIONE NEL MONDO

--O Cristo onnipotente,--dove se' enviato? perché peligrinato--ve sete messo ad andare?

Molto me maraviglio--de questa vostra andata, persona tanto altissima--metterse a desperata; non ne se' stata usata--de volere penare.

--Lo divino consiglio--sí ha deliberato ch'io venga nel mondo--ad om ch'è desformato, e facciace parentato,--ch'io l'ho preso ad amare.

--Que oporto t'ha l'omo--per cui vai fatiganno? Ène da te fugito,--a te non torna danno; déi pagar gran banno,--non lo può satisfare.

--Tutto lo debito c'hane--io sí lo pagheraggio, ed enfra Dio e l'uomo--pace sí metteraggio, e sí la firmaraggio--che non se deggia guastare.

--Como porrai far pace--fra Dio e l'om mondano, ché l'omo vol esser Dio--e Dio vol l'om sottano? E questo è tal trano--che nul om pò placare.

--S'io me faccio omo,--omo ha suo entendimento ed, en quanto omo,--a Dio farò suiacemento; farocce giognemento--ciascun suo consolare.

--Ecco che vien nel mondo,--como vorrai venire? buon è che l'om lo saccia;--facciatelo bannire, ché se possa sentire--como lo vol sanare.

--Io l'ho fatto bannire--ch'ogn'om venga a la scola; la divina scienzia--ensegnar aggio gran gola; e questa è la cagion sola--che l'om voglio amaestrare.

--En prima de la scola,--se ve piace, dicete; ove verrá la gente--a l'albergo ch'avete: bon è che glie narrete,--ché lo possa trovare.

--El nome del mio albergo--di' che è umilitate; omo che vol venire,--trovame en veritate; e le spese dicete--che tutte le voglio fare.

--Ancora me dicete--qual legerite arte; manda per tutto 'l mondo--che se leggan tue carte; vengan poi d'onne parte--a la scola a 'mparare.

--Io ensegno amare,--e questa è l'arte mia; ed omo che la 'mprende,--con Dio fa compagnía; se nol perde a follía,--con lui sta a delettare.

--Ed omo che non ha libro--como porrá emprendere? Ancor non l'audii--ch'om lo trovasse a vendere; rascion porramo ostendere--per nostra scusa mostrare.

--Io son libro de vita--segnato de sette signi; poi ch'io siraggio aperto,--troverai cinque migni, son de sangue vermigni--ove porran studiare.

--Forsa quella scrittura--ha sí forte construtto, che non la porría entendere--chi non fosse ben instrutto; staría tutto derutto--a non potendo pro fare.

--'Nante è la scrittura--che omne studiante sí ce pò ben legere--e proficere enante; notace l'alifante--e l'aino ce pò pedovare.