Italian poem
Xlii
COMO L'ANIMA PRIEGA LI ANGELI CHE L'INSEGNINO AD TROVAR IESÚ CRISTO.
--Ensegnatime Iesú Cristo,--ché lo voglio trovare; ch'io l'aggio udito contare--ch'esso è de me 'namorato.
Prego che m'ensegnate--la mia 'namoranza, faccio gran villanía--de far piú demoranza; fatta n'ha lamentanza--de tanto che m'ha 'spettato.
--Se Iesú Cristo amoroso--tu volessi trovare, per la val de vilanza--t'è oporto d'entrare; noi lo potem narrare,--ché molti el ci on albergato.
--Prego che consiglite--lo cor mio tanto afflitto, e la via m'ensignite--ch'io possa tener lo dritto; da poi ch'ad andar me mitto--ch'io non pos'esser errato.
--La via per entrar en vilanza--è molto stretta l'entrata; ma poi che dentro serai,--lebbe t'è poi la giornata; serain'assa' consolata,--se c'entrera' en quello stato.
--Opriteme la porta,--ch'io vogli' entrar en viltate, ché Iesú Cristo amoroso--se trova en quelle contrate; decetel ch'en veritate--molti el ci on albergato.
--Non te lassamo entrare;--iurato l'avem presente che nullo ce può transire--ch'aia veste splacente; e tu hai veste fetente,--l'odor n'ha conturbato.
--Qual è 'l vestir ch'i' aggio--el qual me fa putigliosa? ch'io lo voglio gettare--per esser a Dio graziosa, e como deventi formosa--lo cor n'ho 'nanemato.
--Ora te spoglia del mondo--e d'onne fatto mondano; tu n'èi molto encarcata,--el cor non porti sano; par che l'aggi sí vano--del mondo ove se' conversato.
--Del mondo ch'agio 'l vestire,--vegente voi, me ne spoglio, e nul encarco mondano--portar meco piú voglio; ed omne creato ne toglio--ch'io en core avesse albergato.
--Non ne pari spogliata--como si converría; del mondo non se' desperata,--spene ci hai falsa e ria; spògliate e gettala via,--ché 'l cor non sia reprovato.
--Ed io me voglio spogliare--d'omne speranza ch'avesse, e vogliomene fugire--da om che me sovenesse; megli' è se en fame moresse--che 'l mondo me tenga legato.
--Non ne pari spogliata--che glie ne sia 'n piacemento, de spirital amistanza--grande n'hai vestimento; usate ché getta gran vento--e molti sí ci on tralipato.
--Molto m'è duro esto verbo--lassar loro amistanza; ma veggio che lor usamento--m'arieca alcuna onoranza; per acquistar la vilanza--siragio da lor occultato.
--Non t'è oporto fugire--lor usamento a stagione, ma ètte oporto fugire--de non oprir tua stacione; per uscio entra latrone--e porta el tuo guadagnato.
--Opriteme la porta,--pregove en cortesia, ch'io possa trovar Iesú Cristo--en cui aggio la spene mia; respondemi, amor, vita mia,--non m'eser ormai straniato.
--Alma, poi ch'èi venuta--respondote volontire: la croce è lo mio letto,--lá 've te poi meco unire; sacci si vogl salire--haveráme po' albergato.
--Cristo amoroso, e io voglio--en croce nudo salire; e voglioce abracciato--Signor, teco morire; gaio seram'a patire,--morir teco abracciato.