Italian poem
Ben ha di doppio acciar tempre possenti
by Eustachio Manfredi (1674–1739)
Perchè t’affiliggi e ti disciogli in pianto, Infelice città, dimmi, o per cui? Perduta ho la real donna, che tanto A me fu cara, a cui sì cara io fui, Nè questo almeno ti conforta alquanto, Ch’ella è su ’n Cielo, e vede i pianti tui? Dunque s’allegri il Cielo; io nò, che intanto Fa colle spoglie mie più bello altrui. Pur ella ancor non ti lasciò: deh mira, Come intorno di te, che a cuor le sei, E per tua pace e per tuo ben s’aggira. Questo è ben ciò che duolmi: io non saprei Goder del ben, ch’ella per me sospira, Nè trovar la mia pace altro che in lei.