Italian poem
O fiume, o dell'erbose alme feconde
by Eustachio Manfredi (1674–1739)
O fiume, o dell’erbose alme feconde Piaggie depredator, che svelli e ruoti Gran tronchi e sassi, e quinci urti e percuoti Tuguri e case, e non hai letto o sponde: Non toccar questo colle, e cerca altronde Riva, a cui ’l corno minaccioso arruoti: Quì s’adora Filippo, ed inni e voti Dansi, a lui che dal Ciel n’ode, e risponde. Sai pur, che a un cenno suo l’onde frementi Taccion del Mare, e con dimesse piume Tornansi agli antri lor tempeste e venti: Or di te che sarà, se un tanto Nume Sprezzi, e i dolci suoi campi abbatter tenti, Povero scarso orgogliosetto Fiume?