Italian poem
Qual feroce leon, che assalit'abbia
by Eustachio Manfredi (1674–1739)
Qual feroce leon, che assalit’abbia Pastor malcauto, e il preme e’n fuga il caccia: Quei d’elce o quercia all’alte annose braccia Ricovra, e schiva del crudel la rabbia, Il qual gli è intorno e con spumanti labbia Ruggendo il mira e pur quel tronco abbraccia Coll’unghie adunche, e il crolla, e pur procaccia Salirvi, e sparge in van col piè la sabbia Così Costei, che del leon d’Inferno Fuggì gli artigli, ed ha ricovro amico Su i santi rami del gran tronco eterno: L’ira non teme più del fier nemico, E lo vedrem pien d’aspro duolo interno Tornar ruggendo a quel suo centro antico.
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