Italian poem
Se la donna infedel, che il folle vanto
by Eustachio Manfredi (1674–1739)
Se la donna infedel, che il folle vanto Si diè d’avere ugual con Dio la sorte, E morse il pomo lagrimevol tanto, Misera! e diello al credulo consorte, Chiuse avesse l’orecchie al dolce incanto Del serpe, e al suon delle parole accorte: Staria ancor chiuso entro gli abissi il pianto, E sarìan nomi ignoti e colpa e morte. Ma se al fin non traea l’opra rubella, Vergine eccelsa, ah! l’onor tuo sarebbe Diviso e pari con quest’alma e quella. E intatta sì, ma non distinta andrebbe La tua fra mille. Oh fortunata e bella Colpa, che a sì gran Donna un pregio accrebbe!