Versos Italian Eustachio Manfredi Verdi molli e fresch'erbe

Italian poem

Verdi molli e fresch'erbe

by (1674–1739)

Listen in the reader

VErdi molli e fresch’erbe D’Arno al bel Cigno estinto Dolce e gradito più d’altro soggiorno; Foreste alte superbe, Che al par di Delo e Cinto Fè co’ bei versi risuonare intorno; Se mai quì fa ritorno A spaziar pur anco Lieve disciolto spirto, Deh quale è il lauro o il mirto, Ove dolce cantando adagia il fianco, O a qual’ombra s’asside, O di quai tronchi la corteccia incide? Poichè dal dì, che al Cielo Tornò l’Anima bella, (Ahi tanto a Morte il nostro ben dispiacque,) E d’un bel chiaro velo Nella natia sua stella Si cinse e a vita alma immortal rinacque Per questa a lei piacque Fra tutte amica sponda, Andiam con basse fronti Nojando e selve, e monti, S’ei per alto gridar forse risponda; O se per caldi prieghi. La durissima Morte anco si pieghi. Qual se all’erbette in grembo Di chiaro fonte ombroso Sgorga ruscello senza muover onde; Ed ecco oscuro nembo Ch’Austro diluvioso Move dall’alto, e il Ciel mesce e confonde Ei per le messi bionde, Ei per le piagge apriche Corre con piè sonante E rapido spumante Volve i gran tronchi delle quercie antiche E tra le oscure selve Sgombra dai vecchi nidi augelli e belve: Tale a udirsi era il canto Ch’or ne’ begl’inni eletti Dolce e soave da’ suoi labbri uscìa, Dolce e soave tanto, Che i più ruvidi petti Tutti di gioja inusitata empia; Dolce, se mai s’udia In suon semplice umile Narrar selve e pastori, Dolce se i sacri amori, Onde al Giel drizza i vanni Alma gentile, Spiegava in nuovi accenti A Pargoletti, e Vergini innocenti. Ed or con alta voce Di minacciosi carmi Dicea de i Duci l’onorate imprese, Dicea del Re feroce, Gran folgore dell’armi, E le barbare torri a terra stese; E quinci a muove offese Incontro all’Oriente I Sarmati movea; Quindi a guerra accendea La molle neghittosa Itala gente D’arme straniere cinta, «Per servir sempre o vincitrice o vinta». Ma sulle ardenti stelle Altr’erbe ed altri prati Calca or col piede, ed altre selve ei mira: Le ignude forme e belle D’altri Cantor beati A se d’intorno in un bel cerchio ammira: Parte con lor respira L’aura serena e nuova, Parte per monte e bosco Fra il Savonese, e ’l Tosco Lento passeggia, e con lor canta a prova Cinte d’allor le tempie, E di nova vaghezza il Ciel riempie Canzon, non istancar quest’Ombre amiche Con suon rozzo selvaggio, Ma rimanti scolpita in questo faggio.