Italian poem
Dov'è, dolce mio caro, amato Figlio
by Faustina Maratti (1679–1745)
Dov’è, dolce mio caro, amato Figlio, Il lieto sguardo e la fronte serena? Ove la bocca di bei vezzi piena, E l’inarcar del grazioso ciglio? Ahimè! tu manchi sotto il fier periglio Di crudel morbo che di vena in vena Ti scorre, e il puro sangue n’avvelena E già minaccia all’Alma il lungo esiglio. A ch’io ben veggio, io veggio il tuo vicino Ultimo danno e contro il Ciel mi lagno, Figlio, del mio, del tuo crudel destino! E il duol tal del mio pianto al cor fa stagno, Che spesso al tuo bel volto io m’avvicino, E nè pur d’una lagrima lo bagno.