Versos Italian Ferdinando Fontana (Ad Alberto Barbavara)

Italian poem

(Ad Alberto Barbavara)

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Tu sogni una condotta, un bel villaggio, Dall'esil campanile, a mezza china. Che si imporpori al raggio Del sol, quando declina, Come la guancia d'una giovinetta Cui si parli d'amore.

O mesto amico mio, biondo dottore, Talor lo sogno anch'io Questo tranquillo oblio; Talor m'accascio anch'io sul mio dolore Penso alla noja arcana Che da ogni cosa emana; Penso a quelli che furono E a quelli che verranno; All'albe ed ai tramonti ed all'affanno Che domina crëato e crëature; Alle molte sventure Ed ai pochi sorrisi Concessi a quei che pensano; alla culla Tanto presso alla tomba; A questo eterno nulla!

Tu sogni una condotta, un bel villaggio Dall'esil campanile, a mezza china, Che si imporpori al raggio Del sol, quando declina; Ed io perdo il coraggio Nella frivola vita cittadina! E nei ridotti, ove s'affolla un mondo D'ubbriachi e di cretini, M'aggiro; e il volto mio cogitabondo Porta il riflesso d'inconsci destini...

Pur se giunge una nota al mio cervello, Se vien qualche cencioso menestrello A strimpellare una canzon gioconda Al mio attonito orecchio, Una febbre m'inonda Di mille desiderii sconfinati; E penso ai vecchi errori, al mondo vecchio Che crollerà sotto il mio giovin pugno; All'arte nuova; ai versi cesellati, Coi quali passo qualche lieta notte Della mia giovinezza; E ritorno alle lotte, Ove soltanto il debole si spezza; Ed odio, ed amo, e scrivo, E lagrimo talor, ma fremo e vivo!