Italian poem
(A Luigi Della Beffa)
Tu vuoi saper perchè la vita mia Colla gente volgare si consumi, E come io pensi un'ode all'osteria Fra gli sconci profumi;
Tu vuoi saper perchè fra gli imbecilli Cerco talora qualche idea sublime, E come mai le nebbie dei pusilli Mi dian l'audaci rime;
Tu vuoi saper perchè passo le sere Giuocando un trivial giuoco coi cretini Bevendo spesso le tisane nere Che l'oste chiama vini!
Io sono lo scultor che il sasso adora Con cui saprà dar vita ad una Dea; So che dopo la notte vien l'aurora, Dopo il dubbio l'idea.
So che il maggio fa seguito all'inverno, E che il torpore è padre all'entusiasmo, E che la vita è un alternarsi eterno D'olezzo e di mïasmo!
Come l'aquila anch'io dormo sovente In una grotta una lunga stagione, E nell'ore volgari e sonnolente Annego la ragione...
Poi spicco l'ali dall'oscuro nido E, librandomi in ciel, nel volo immenso Saluto il mondo con superbo strido...-- È allor che canto e penso.
Autunno 1875.