Versos Italian Ferdinando Fontana (A Giulio Corsari)

Italian poem

(A Giulio Corsari)

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L'ho vista la chiesuola; essa è perduta In mezzo ai campi come un eremita; Ed è deserta, solitaria e muta, Qual chi studia il problema della vita.

O teschi, o tibie, o stinchi ammonticchiati, Macerie umane, chi vi mosse in terra? Insiem congiunti come v'han chiamati? Bécero, Truffaldino o Fortinguerra?

Sotto una rozza lapide sconnessa Dorme il vecchio curato del villaggio; Egli almen cogli offizii e colla messa Il nome a questa età lasciò in retaggio!

Ma un teschio, posto là, sul cornicione Con cent'altri, ridendo, par che esclami: "Bel profitto davver, se le persone "Deggion dir ti chiamavi e non ti chiami!"

Ed è un teschio giallognolo e pulito Siccome d'un nodar la pergamena, Ed ha la nuca dal profilo ardito E guarda in giù con un'occhiaja appena.

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È il mattino.--Sull'erba verde e folta Scintillano le gocce di rugiada, E il ritornello da lontan s'ascolta D'un villano che passa sulla strada.

La Natura e il Lavoro!--E poi?--La testa Poggiar sul cornicione d'una chiesa, Coi passeri che intorno le fan festa O col becco alle vuote orbite offesa!

E contemplare i proprii stinchi ignudi In una nicchia, messi insieme a mille, O (peggio ancora) un pöeta che sudi, E cerchi un verso alzando le pupille...

Ei colla vita di cento persone, (Che visser forse ognuna settant'anni) Farà dieci quartine o una canzone. Che l'udito ai viventi o strazii, o inganni!...

Poveri morti, perdonate!--Tutti Amor vi concepì; tutti una madre E un padre aveste; e amaste; e foste tutti Sposo, figlio, fratello, amico o padre...

Per una strofa che dalla matita Mi cade, voi viveste, ahimè, tant'anni! Un sol mio verso è costato una vita!... E una mia rima chissà quanti affanni?

Castelleone, agosto 1874.