Versos Italian Ferdinando Fontana (A Giacinto Gallina)

Italian poem

(A Giacinto Gallina)

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È la sera.--Nei lunghi corridoi E nei vasti cortili Passeggiano i soldati. Ognun favella dei päesi suoi E dei volti gentili Che al villaggio ha lasciati. Si canta, si schiamazza, si riaccende La pipa.

In fondo agli anditi risplende La lucerna notturna, la facella Che veglierà di dentro, Mentre veglia di fuor la sentinella.

Quanti giovani ardenti! Menenio Agrippa ha detto Che le nazion son uomini viventi; Chi ne forma la testa E chi ne forma il petto, Chi le braccia e chi il ventre; ed a me pare Che l'esercito sia Il giovin sangue della patria mia.

Tramonteranno i giorni in cui le spade Scintilleranno ai rai del sole.--Allora Questi soldati di varie contrade Saluteranno la novella aurora; Rivedranno le madri e, l'ire spente, Muteranno l'acciaio dei fucili Nei miti aràtri; e obliando la guerra, Feconderan la terra Della loro vallata sorridente.

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I trombettieri sono usciti.--È l'ora In cui debbo a sonar la ritirata; E una folla di gente entusiasmata Si farà ad essi attorno, E udrà gli squilli acuti e le cadenze Che usciran dalle trombe luccicanti; E seguirà, con fervide movenze, I soldati che tornano al quartiere.

Poi cesserà il clamor degli abitanti; Moriran le canzoni E moriranno delle trombe i suoni; Scenderà sui cortili e nelle stanze Un silenzio solenne; E l'ombra romperà dei corridoi La lucerna notturna, la facella Che veglierà di dentro, Mentre veglia di fuor la sentinella.

Quartiere San Filippo, Milano, agosto 1876.