Italian poem
Sospiro il Tebro e 'l mio bel colle Augusto
by Francesco Beccuti (1509–1553)
Sospiro il Tebro e ’l mio bel colle Augusto non men che voi talvolta Arno e Fiorenza; e, per piú nostro affanno, il Taro e Lenza ci prescrive confin breve ed angusto; anzi tu, cielo, e vo’ ben dire ingiusto l’influsso de’ tuoi lumi e la potenza, se tosto ad alma di tant’eccellenza non rendi ’l corpo suo sano e robusto. Deh, torci ’l vaso di Pandora altrove e dá le febbri e le podagre e i fianchi a chi di queste e maggior pene è degno: cosí vedrai col piede e con l’ingegno lui correre a la gloria e noi gir dove dimora il nostro bene ond’or siam manchi.
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- Stella gentil, ch'a la tua stella unita