Versos Italian Francesco Maria Gasparri Io ti vidi, o bella Clori

Italian poem

Io ti vidi, o bella Clori

by (1680–1735)

Listen in the reader

Io ti vidi, o bella Clori, Del mio cuor tormento illustre, Dolce armar d’un aco industre Di tua man i bianchi avorj; E le tele informi, e sparte, Avvivar con grazia, ed arte. Così pinge il verde stelo Sul mattin la vaga Flora: Così bella appar l’Aurora Quando solca, e inaura il Cielo; Ma nè Flora è a te simile, Nè l’Aurora è sì gentile. In tal atto onesto e vago Adagiossi, e si compose Chi all’altere Argive spose Fu di fede esempio, e immago, Quando in Itaca si disse: E tornato il forte Ulisse. Ritornava il cauto, e forte Del grand’Ilio espugnatore, Dopo lungo incerto errore All’amabile Consorte; E movea cheto, e soletto Verso il noto amico tetto. E qual uom, che teme, ed ama, Dicea tacito in sua mente: Che varria la Figia gente Aver vinto in armi, e in fama, Se infedel trovassi mai Lei, per cui vinsi, e pugnai? Chiuso in rozza ignobil veste Passa dubbio, e là s’avanza, D’onde mira in umil stanza La beltà chiara e celeste. Che scherzava tutta riso Di Penelope sul viso. Bel veder l’eccelsa Donna, Starsi intenta al suo lavoro, E con seta, e con fin’oro Trapuntar purpurea gonna, A cui fan divise, e fregi Del suo sposo i fatti egregj. Vago udirla in voce altera Rampognar le pigre Ancelle, Richiamando in mente a quelle Del lavor l’idea primiera, E lor occhi languidetti Risvegliando con tai detti: Chi di voi eolà dipinse Il mio sposo a Troja appresso, Quando Reso, e in un con esso Tutta Tracia, ei solo vinse? Perchè il ferro in alto ha teso Vuò, che guardi il cuor di Reso. Perchè quì scolpissi Ajace, Che primierle mura ascende, E il guerriero onor contende Al più forte, e meno audace? Di valor pruove sì certe Son del Figlio di Laerte. Egli sol morte, e faville Seminò nel suol Trojano, Egli solo armò la mano Di grand’asta al fero Achille: Di grand’asta furibonda, Che del Xanto turbò l’onda. Or qual fia l’alto contento, Quando udremo il mio bel Marte Dir sue gesta a parte a parte? Nè lontano è il gran momento. Così altera ella dicea, E l’industre opra tessea. Più non puote il buon Guerriero Simulare a tanta fede, Ma svelato a lei si diede Pien del caldo amor primiero, E le splendide amorose Voci udite in petto ascose. Clori, eguale infra gl’Amanti Al buon Itaco ho fermezza; Ed egual grazia, e bellezza A Penelope tu vanti. Perchè dunque al Greco forte Disuguale è la mia sorte?