Versos Italian Francesco Petrarca Sonetto CCLXXXI (MAi non vedranno le mie luci…)

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Sonetto CCLXXXI (MAi non vedranno le mie luci…)

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MAi non vedranno le mie luci asciutte Con le parti dell’animo tranquille Quelle note ov’Amor par che sfaville, E Pietà di sua man l’abbia construtte; Spirto già invitto a le terrene lutte, Ch’or su dal Ciel tanta dolcezza stille; Ch’allo stil’ onde Morte dipartille, Le disviate rime hai ricondutte. Di mie tenere frondi altro lavoro Credea mostrarte; e qual fero pianeta Ne ’nvidiò insieme? o mio nobil tesoro, Chi ’nnanzi tempo mi t’asconde, e vieta, Che col cor veggio, e con la lingua onoro? E ’n te, dolce sospir, l’alma s’acqueta.