Italian poem
Ai poeti
Inutilmente voi con le snervate braccia sopra le incudini sonore, tristi artefici, il verso martellate; poi che non dà il metallo anche un bagliore.
Inutilmente i calici tentate co 'l malfermo cesello: il vin d'amore ne le fragili tazze constellate più non ha il grande aroma avvivatore.
Stridono le fatiche stolte: infrante le estreme forze, a voi nulla rimane fuor che il lungo morir ne li ozi oscuri.
E non, in contro a 'l Sole almo, un gigante, auspice su le nuove guerre umane sorge a 'l vostro saluto, o morituri!
Ma in grembo a un mare ignoto, ove non mai giunsero navi, un'isola fiorente chiusa in cerchio da bianchi polipai va emergendo su l'acque lentamente.
Intatti ora germogliano i rosai meravigliosi a i lidi, ne 'l vivente silenzio; e forse un giorno i marinai vi drizzeran la prora arditamente.
Emerge lenta l'isola, nutrita da la immensa prolifica famiglia de i molluschi ne' fondi alti e quieti.
Emerge lenta: atteggiasi la vita a nuove forme, e chiude ogni conchiglia perle che il sol non mai vide, o poeti.