Italian poem
Nox
Bella è la notte. Ne li oscuri platani l’aure spiranti da la riva fremono; surge tra i monti la pia luna, e illumina le floree valli placida.
Bella è la notte. L’acque riscintillano inerti là tra mezzo a canne e a vimini; i vipistrelli spersi ne ’l silenzio voli sghembi ricamano.
Viene per l’aure da lontano un alito di biancospino e di verbena, brillano giù per le siepi le solinghe lucciole, la rauca rana gracida,
e li usignoli tra le fronde cantano un bel notturno in fa minore: allungansi le note molli, carezzose, limpide… Tacete, rane rauche!…
Io ti guardo ne li occhi, o bionda Lilia, ne li occhi azzurri ove l’amore sbendasi, e tu sorridi a ’l tuo poeta, e trepida una parola mormori…
O bionda Lilia, o caro fior de l’anima, ne ’l tuo profumo di viola chiudimi! o vaga stella, o vaga stella tremula, de ’l raggio tuo recingimi!
Solleva, o Lilia, il bianco vel virgineo, apri le braccia ed in un bacio donati: io voglio… voglio su ’l tuo seno turgido morir morire, o Lilia!