Italian poem
Oblivia
Via per la calma de la notte estiva, via pe' tremoli albori, lontano van su l'aura fuggitiva mille effluvî di fiori.
Brilla là giù ne la città dormente ancor qualche fanale: pe' cupi azzurri brilla arcanamente una danza immortale.
E la pronuba luna un bianco riso piove su 'l queto mare, mentre ne l'ampio speglio il tondo viso cangiato in serpe appare...
L'immensa solitudine secura m'avvolge in sua magia; ne 'l sentimento de l'alma Natura la mia anima s'oblìa,
e vola, vola per oceani ignoti abbandonatamente, come candido augello a' più remoti lidi dell'orïente.