Italian poem
Romanza
Dolce ne la memoria quella vista si leva. Su l'Aventino ardeva lento il giorno: una gloria
come di bianche rose versava il ciel su 'l colle e copría de la molle neve tutte le cose.
A 'l pian nebbie leggere si spandeano da 'l fiume: parean, ne 'l dubbio lume, volubili riviere
traenti in loro ambagi favolosi navigli. Dietro, grandi e vermigli tra i cipressi i palagi
su 'l colle imperiale parean arsi da chiusi fochi. In un sol confusi romor profondo eguale,
suoni d'opere umane salían da la vicina ripa; a Santa Sabina squillavan le campane.
Una pace serena, la pia pace che amavi ne' tuoi cieli soavi, o Claudio di Lorena,
si spandea ne l'occaso, piovea su' cuori oblío. Vinto l'essere mio da quel fascino e invaso,
tutto de la recente voluttà pieno ancora (come, o dolce signora, la tua bocca era ardente!),
all'alto all'alto, anélo, tendea, spenta ogni guerra. E parea che la terra illuminasse il cielo.