Italian poem
Romanza
Ecco Settembre. O amore mio triste, sogneremo. In questo ciel l’estremo sogno dileguerà.
D’un pensoso dolore Settembre il ciel riempie. Gli languon su le tempie le rose de l’està.
Egli pensa. Un vapore lento per l’aer fuma e lento si consuma ne la serenità.
Egli soffre. Il dì muore. Come un lieve asfodelo, la nuova luna in cielo, ecco, traspare già.
S’apre il celeste fiore, l’esile fior notturno: guarda il mar taciturno ove si specchierà;
guarda con dolce ardore il vespero fuggente. Sia così dolce e ardente l’ultima voluttà!