Italian poem
Romanza
Lungo il bel fiume, taciti muovono i cigni a schiera. Nobili e puri, splendono quali forme di luce.
Un desío, ne la torbida notte di primavera, li aduna; e li conduce a lidi più lontani.
Desío d'amori umani forse li accende ancora. A 'l lor remeggio s'aprono l'acque in raggianti anelli,
e fan soave crepito come innanzi a una prora; cui rispondon con lento murmure li arboscelli,
cui talvolta rispondono ne 'l gran silenzio intento con iterati suoni, come d'un riso, li echi.
Ai lidi i cigni muovono, dove in profondi spechi donne misteriose da gran tempo prigioni
vivono, inconsce d'ogni diletto de l'amore. Come Leda Tindaride a 'l dio Giove soppose
il bellissimo fiore di sue membra (e ne' sogni de' poeti, miracolo di gioia, Elena sorse),
così le occulte najadi, ch'entro l'adamantino gelo de l'acque il Sole non mai baciò nè scorse,
offriranno il lor vergine seno. Ed un'alma prole nascerà da' connubii, poi che il cigno è divino.