Versos Italian Gabriele D'Annunzio Romanza

Italian poem

Romanza

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Il porto ampio s’addorme, stanco d’uman lavoro: chiude un molle tesoro entro il suo seno enorme.

Par che ne l’aria salga un suo possente fiato: è caldo e profumato come di frutti e d’alga.

Arde qualche fanale, raro tra la nebbietta: il chiaror torbo getta lunghe e pèndule scale.

Ad ora ad or si leva un flutto, e su le prore fa trepido romore qual d’un gregge che beva.

Come crescono i vènti de la terra, più gravi li odori e più soavi e più sottili e ardenti

Saigon da’ vasti legni carchi di spezie rare. E ne l’alba lunare a noi s’aprono i regni

meravigliosi, i liti cari a ’l Sole, ove amando vivono e poetando uomini forti e miti.

Da ’l soffio a l’aria effusi per lunghe onde i profumi, come celesti fiumi in un solo confusi,

ondeggian su la bruna congerie de le antenne. Ed ecco, ne ’l solenne silenzio de la luna,

alzasi un lento coro da quella selva, informe. Il porto ampio s’addorme, stanco d’uman lavoro.