Italian poem
Pianta, ch'eccelsa in sulla piaggia alpina
Pianta, ch’eccelsa in sulla piaggia alpina Spande le chiome onor della foresta, Unqua non sorge più, se per tempesta, O per forza di fulmine ruina. Ma bell’anima al ciel sale divina Dopo l’orror della stagion funesta. A che tanto lagnarsi? Atropo infesta Fa di corpo mortal vana rapina. La nobil Donna a’ piè di Dio sicura Sfavilla in alto, ove mirabil arte Farà d’altrui giovar con sua preghiera. E già fedele al suo Signor procura, Ed al Figlio gentil ramo di Marte, Tranquillo il sen dell’Anfitrite Ibera.