Italian poem
O Violetta bella, che ti stai
by Giambattista Felice Zappi (1667–1719)
O Violetta bella, che ti stai Tra foglia e foglia infra la molle erbetta, E il suol d’odori e l’aere empiendo vai, Vaga gentil vezzosa violetta; Sul margo a un sì bel rivo io so che fai: Sorta è già l’Alba, il Sol da te s’aspetta, Ma non già quel che in Cielo, il carro affretta; L’altro mio Sol, che il Sol vince d’assai. Deh! quand’egli verrà, cortese fiore, Digli, che tante stille onde se’ pieno, Non son dell’Alba ma del mio dolore. E se fia che ti colga, e ponga in seno, Scendi alla manca parte, e digli al core: Tirsi aspetta pietade o morte almeno.