Italian poem
Presso è il dì che cangiato il destin rio
by Giambattista Felice Zappi (1667–1719)
Presso è il dì che cangiato il destin rio Rivedrò il viso, che fa invidia a i fiori, Rivedrò que’ begli occhi e in que’ splendori L’alma mia, che di là mai non partìo. Giugner già parmi e dirle: amata Clori, Odo il risponder dolce: o Tirsi mio: Rilegendoci in fronte i nostri amori, Che bel pianto faremo e Clori ed io! Ella dirà: dov’è quel gruppo adorno De’ miei crin, ch’al partir io ti donai? Ed io: miralo, o Bella, al braccio intorno. Diremo, io le mie pene, Ella i suoi guai.... Vieni ad udirci, Amor, vieni in quel giorno Qualche nuovo sospiro imparerai.
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